Un tango feroce, passionale, pessimista, descrittivo, sentito.
Quando Cátulo Castillo scrisse il testo nel 1962 aveva 56 anni e anche in questo lavoro usò un tema che lo ossessionava, la logorante nostalgia per ciò che si è perso, e nel caso specifico la fede in Dio e negli uomini.
Il brano parla di disillusione e di disincanto di fronte al tradimento (avente differenti corpi simbolici come un ragno o un uomo), del prendere coscienza che la gente non si trattiene neppure un attimo davanti a chi è caduto ma lo deride e lo calpesta, del trovare quasi una consolazione nel fatto che lo stesso trattamento lo subì perfino Gesù….
Parla della disillusione e del disincanto di chi ha molto amato ed è stato tradito, la disillusione e il disincanto di chi ha creduto nell'onestà e nella morale ed ora si dà dello stupido.
Di chi, tradito nella fede, nell'amore e nelle amicizie, ormai pensa che nulla gli riuscirà più e che non avrà più nessuna possibilità.
In questo brano dal pessimismo cosmico non c'è nessuno spazio per la speranza, chissà... probabilmente fu scritto in un brutto momento della vita di Castillo.
Il Desencuentro. Questa parola non esiste in italiano: è l'opposto dell'incontro. Nel tango c'è l'incontro e c'è il desencuentro. Senza non ci sarebbe il tango. Sapere che qualsiasi cosa accadrà nei prossimi 3 minuti dopo 3 minuti sarà finita, permette contemporaneamente una grande libertà e un grande impegno. La libertà di sapere che si può dare tutto e l'impegno di sapere che si deve dare tutto, perchè, nel bene o nel male, tra 3 minuti sarà finito e non ci sarà un altro tango uguale a quello che stiamo ballando. Senza il desencuentro non ci sarebbe il tango, senza il desencuentro non si potrebbe dare tutto nel tango che stiamo ballando adesso. A parte il Tango di disincontri è costellato il percorso della nostra esistenza. Pensiamo alle persone che incrociamo più o meno casualmente ogni giorno; pensiamo a quante di queste finiranno per guadagnarsi un proprio spazio nella nostra vita. Pensiamo ora a chi ne è entrato e poi ne è uscito, pensiamo al desencuentro. A volte ci dispiace, a volte è un sollievo, a volte nemmeno ce ne accorgiamo. Che qualcuno è entrato. Poi è uscito. |
Ho riflettuto lungamente sul come tradurre la parola Desencuentro..
i vari dizionari dicono: confusione - disaccordo - scontro - non incontro (mismatch) ma come già detto non c'è una parola sola in italiano che esprima lo stesso concetto, allora ho usato, a seconda della frase, le parole disaccordo e, con licenza, disincanto.
Perdonate la libertà.
Desencuentro
Tango
Música: Aníbal Troilo
Letra: Cátulo Castillo
| Estás desorientado y no sabés qué "trole"* hay que tomar para seguir. Y en este desencuentro con la fe querés cruzar el mar y no podés. La araña que salvaste te picó -¡qué vas a hacer!- y el hombre que ayudaste te hizo mal -¡dale nomás!- Y todo el carnaval gritando pisoteó la mano fraternal que Dios te dio. ¡Qué desencuentro! ¡Si hasta Dios está lejano! Llorás por dentro, todo es cuento, todo es vil. En el corso a contramano un grupí trampeó a Jesús... No te fíes ni de tu hermano, se te cuelgan de la cruz... Quisiste con ternura, y el amor te devoró de atrás hasta el riñón. Se rieron de tu abrazo y ahí nomás te hundieron con rencor todo el arpón Amargo desencuentro, porque ves que es al revés... Creiste en la honradez y en la moral... ¡qué estupidez! Por eso en tu total fracaso de vivir, ni el tiro del final te va a salir. | Sei disorientato e non sai che tram prendere per continuare. E in questo disaccordo con la fede vorresti attraversare il mare e non puoi. Il ragno che hai salvato ti ha punto che ci vuoi fare! e l’uomo che hai aiutato ti ha fatto del male e dai ancora! E tutto il carnevale gridando, ha pestato la fraterna mano che Dio ti ha dato. Che disincanto! Perfino Dio è lontano! Piangi dentro di te , tutto è fasullo, tutto è vile. Sulla strada sbagliata un imbroglione fregò Gesù… Non fidarti neanche del tuo fratello, se ti appendono alla croce… Hai amato con tenerezza, e l’amore ti ha divorato fino alle reni. Hanno riso del tuo abbraccio e lì ti hanno affondato, con rancore, tutto l'arpione. Amaro disincanto, perche vedi che tutto è al rovescio… Hai creduto nell'onestà e nella morale… Che stupidaggine! Perciò nel tuo totale fallimento di vivere, neanche il tiro finale ti riuscirà bene! |
*Trole: trolebus – filovia – tranvai – tram
Sentiamolo nell’impareggiabile esecuzione del “Polaco” Roberto Goyeneche accompagnato da Néstor Marconi al teatro Opera de la ciudad de Buenos Aires.
ed ora una selezione di interpretazioni cominciando da quella del suo Compositore Troilo
In collaborazione con Escuela de Tango, la scuola di Tango di Brescia.